Le caviglie grosse di Ornella Muti

Caviglie grosse? Ornella Muti

Ornella Muti splendida in una scena de La Stanza del Vescovo (click sull’icona per l’immagine originale) alla faccia delle caviglie grosse

Paola Rambaldi* (autrice anche del racconto La Culona che ha avuto il record di impressioni su Google per il blog) ci ricorda La Stanza del Vescovo film dove Ornella Muti non è mai stata così bella e affascinante. Eppure qualcuno l’ha schifata per via delle caviglie grosse. Questo per Sesso Tra Sfigati è uno sbaglio, le caviglie non devono essere mai un fattore antisesso.

Però, con un colpo di scena, Ornella Muti viene snobbata in favore della propria compagna assai meno avvenente, ma provvista di leggendarie doti vaginali non del tutto specificate. Questo, per Sesso Tra Sfigati è invece assai positivo. Buona lettura!

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Era il 1977, ero sposata da poco al primo coniuge e di sabato lasciavamo i bambini alle suocere per andare al cinema con una coppia di amici. Adoravamo l’ultima proiezione, anche se in quel periodo fumavano  tutti come turchi ed entrare  in sala era come immergersi nelle nebbie  della Bassa.
Ricordo  che mi piacque molto La stanza del vescovo.

La giovanissima Ornella Muti, nel ruolo di Matilde, in quel film era di una bellezza mozzafiato.

C’era una scena particolarmente erotica di lei che raggiungeva l’orgasmo  cullandosi semplicemente in altalena e un’altra dove saliva in barca con un costume bianco intero trasparente. Ugo Tognazzi nel ruolo di Temistocle Orimbelli, fissandola con occhi lucidi adoranti, mormorava “Maffei, ma lo sa che in certi particolari momenti la tinca mi fa piangere? Mi commuove. Anche le tette, eh! Il culo invece mi fa ridere!»”.

A contendersi le grazie dell’attrice, oltre al  simpatico Ugo, attempato e non certo avvenente, c’era il bel Patrick Dewaere che si sarebbe suicidato nell’82 con un colpo di carabina nella sua abitazione di Parigi.

In seguito comprai anche il libro di Piero Chiara che non mi restituì le suggestioni del film. Nel romanzo non c’era Francesca Romana Rivelli  a fare la differenza.

Uscendo dal cinematografo per  la solita pizza di mezzanotte i nostri mariti non si pronunciarono sulla  Muti, solo noi mogli ci sperticammo in lodi fino a che il coniuge dell’altra non esordì dicendo “Ma a me non piace perché ha le caviglie grosse”.

Eppure la moglie era piuttosto bruttina, ma a letto  non l’avrebbe cambiata con nessun altra  perché aveva la “gnocca imperiale” (nel dettaglio non ci spiegò mai cosa intendesse e per anni restammo con la curiosità).  In  ogni caso per lui era il non plus ultra di fronte alle orrende caviglie grosse di Ornella Muti.
E il mondo è bello perché è vario.

*Paola Rambaldi, Castello di Serravalle (BO).  Ha iniziato a scrivere casualmente partecipando a dei concorsi letterari e vincendone una sessantina in 4 anni. Ha pubblicato: Tredici storie di Adriatico (Ed. del Gattaccio), Bassa e nera (Ed. Pontevecchio), La fudréra (Ed. REM) e  decine di racconti in riviste e antologie (Elliot, Pendragon, MobyDick, Sperling & Kupfer, Laurum, Zona, Felici, Stampa alternativa, Echos, Delmiglio e molti altri).
A dicembre 2017 uscirà  BRISA il suo primo romanzo. Scrive di cinema nella rubrica La schermitrice su Thriller Magazine e di libri su Libroguerriero.

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