Anche gli impotenti possono… (racconto di un lettore)

impotenza, calo del desiderio,

impotenza, calo del desiderio e disfunzioni erettive sono problemi

un lettore di Sesso Tra Sfigati ci invia un racconto sul tema dell’impotenza, del calo del desiderio, sui problemi erettivi e di come, a volte, in modo inaspettato, ci possa essere un’esplosione di desiderio.

Attenzione: contiene alcune descrizioni esplicite di sesso.

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Ho sempre avuto problemi erettivi o anche di impotenza e per tale motivo la mia vita sessuale è sempre stata poco soddisfacente. Per me. Alle mie partner alla fin fine, poiché mi son sempre dato da fare, ho comunque potuto lasciare ottimi ricordi. Ora vivo con una donna da tanto tempo e, sebbene permanga l’intimità, la libertà e la gioia di stare insieme, l’erezione è diventata un problema ormai insuperabile.

Non ho più l’interesse sessuale, non sento più quel grado di lussuria necessario a un sano rapporto sessuale, nonché manca la voglia, perché manca la capacità, di donarsi all’altra per vederla felice, per sapere che è felice grazie a me. Basta poco per congelare la mia attenzione ormai: per esempio lei che indossa i calzoni lunghi. O lei che non mi bacia, non mi cerca con le mani. Il circolo vizioso così instaurato chi lo rompe più?

Forse per questo, mi innamoro di un’altra. Me ne vergogno profondamente, ma con lei sono davvero in paradiso. Fare l’amore con lei è un altro mondo, o forse è quel mondo che cercavo e non ho mai trovato. Basta la sua voce in corridoio, che mi viene duro da far male. E se l’abbraccio… so quello che vuole e glielo do subito, so dove e quando vuole essere toccata, senza che me lo chieda.


La sua bocca è nella mia, respiro il suo respiro: non abbiamo bisogno dell’ossigeno, ma solo del respiro dell’altro. Quando la penetro siamo davvero una cosa sola, non esiste più nulla se non i suoi occhi, così eccitanti. Le sue gambe attorno a me, avvinghiate attorno alle mie, mi tirano con forza, mi strappano i femori dalle anche, mentre le sue unghie mi graffiano l’amore, la lussuria dalla schiena. Le offro da mangiare il mio collo.

Voglio essere dentro di lei, entrare nel suo corpo: voglio essere il suo cuore che batte, il suo fegato, la sua milza, i suoi polmoni. Voglio la sua colonna vertebrale! L’abbraccio da sdraiati: il mio braccio tra il materasso e lei, dietro la sua perfetta schiena arcuata, che chiede di abbandonarsi a me. La stringo forte, ma sono io il suo prigioniero: lei mi vuole più veloce, più forte, più dentro ancora, io tento di rallentare, voglio durare di più, ma la guardo negli occhi. Lei guarda me.

Quello che ci comunichiamo in quel momento è solo amore. Amore a strafottere, da riempire taniche, carri, camion e vascelli. E veniamo tutti e due insieme, l’uno nell’altra, lei attorno a me: un momento interminabile, indimenticabile, come non l’ho mai fatto, come non mi è mai capitato. Poi scoppiamo a ridere, non c’è più la tensione, la lussuria, ma la gioia, la felicità, il cielo azzurro col sole autunnale che ti bacia.

Ci amiamo in maniera stupida. Il tempo di qualche chiacchiera, un bicchiere di succo di frutta, e sono già dentro di lei. Questa volta la prendo da dietro, con lei che si inarca tutta per baciarmi, ma con una mano le tiro i capelli, con l’altra le do qualche schiaffo sul suo bel sedere tondo. Poi con le dita le tocco il clitoride, la faccio venire due o tre volte.

E pensare che spesso sono impotente! poi le chiedo di prendermelo in bocca. Mi contorco con un verme nel letto, con lei sopra che mi mangia le viscere, fino a che non mi si deve raccogliere con un cucchiaino! Le “più perfette” scopate della mia vita.

A quel punto mi chiedo se anche con lei mi ritornerà il problema psicologico dell’inefficace erezione. Ma per ora questi pensieri mi fanno un baffo, e affondo la mia testa fra le sue gambe per leccarle la vulva: perché si sa, la bocca non è stracca se non la sa di vacca*.

*proverbio lombardo in cui “vacca” sta per “latte” o “formaggio” ed è un invito a chiudere un pasto con un pezzo di formaggio, appunto.

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