La Camera di Valentina: semiotica della bocca aperta

Millie Bobby Brown stella 13enne di Stranger Things

Millie Bobby Brown stella 13enne della serie Netflix “Stranger Things”, qui in una delle pose eccessivamente sensuali che hanno creato scalpore

La blogger e scrittrice Gea Di Bella inizia la sua collaborazione con Sesso Tra Sfigati portando qui la sua rubrica  La Camera di Valentina che tratterà di arte ed erotismo. Per iniziare ci parla del  significato sessuale della bocca semiaperta, nella storia dell’arte e fino ai nostri giorni con lo scandalo delle foto hot di Millie Bobby Brown, la 13enne protagonista della serie Netflix “Strage Things”.

Semiotica: “è la disciplina che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso” 

[…]‹‹Bagnati le labbra, Griet››
Mi bagnai le labbra.
‹‹Tieni la bocca un po’ aperta››.
Rimasi talmente stupita da questo ordine che ,la bocca mi si aprì senza che lo volessi. Mi
rimangiai le lacrime. Le donne virtuose non si fanno vedere con la bocca aperta, nei
quadri.
Fu come se lui fosse stato nel vicolo insieme a Pieter e a me.
Mi avete rovinato, pensai. Mi bagnai di nuovo le labbra.
‹‹Bene così››, disse.[…]
La Ragazza Con L’Orecchino di Perla, Tracy Chevalier (romanzo)

La Bocca Aperta: sfrontatezza e sensualità.

Il rimando al simbolo semiotico della bocca aperta nel romanzo La Ragazza Con L’Orecchino di Perla, avente come protagonista la ragazza ritratta da Jan Vermeer, ha fondamenta storiche esatte: la bocca socchiusa apparteneva a donne di facili costumi o alle prostitute.

Esiste una vastissima simbologia dell’eros che, nell’antichità come oggi, ha l’utilizzo di vendere un’immagine sessuale, in quanto approccio accattivante.

Lo stesso Vermeer fece scandalo per la figura de “la ragazza con turbante” (che diviene conturbante, allo stesso tempo): il chiarore e la purezza, dettati dalla luce della pelle e degli occhi, la sfrontatezza e la sicurezza dello sguardo e della bocca aperta, quel tocco di lusso della perla in netta contrapposizione con i vestiti da domestica, ancora oggi lascia dubbi riguardo chi rappresentasse questa ragazza e che ruolo avesse nella vita del pittore.

Il sesso è sempre stato rappresentato tramite simboli, più che attraverso un’immagine esplicita e  provocatoria. Sicuramente in tutta l’era dell’arte moderna, se andassimo a guardare con i raggi X, tra allegorie e simbologie esisterebbe un’intera enciclopedia del sesso.

La cosa stupefacente, però, è che chiunque – pur non avendo studiato nulla di storia dell’arte – potrebbe intuire la sensualità (e sessualità) della bocca aperta guardando un quadro seicentesco o ancora più tardo, indietro nel tempo.

Perché? Perché in realtà la valenza semiotica della bocca socchiusa, aperta o spalancata non è cambiata di  una virgola, dalla notte dei tempi.

La modella di "Intimissimi" Irina Shayk e "Giuditta" dipinta da Gustav Klimt

La modella di “Intimissimi” Irina Shayk e “Giuditta” dipinta da Gustav Klimt

La Vendita dell’Indugio: il corpo come strategia di marketing

Ci siamo dentro da sempre, scusate la rivelazione. Non è con la pubblicità di oggi che il corpo della donna viene strumentalizzato per secondi fini.

La differenza è che in questi anni si è presa più coscienza dell’oggettivizzazione del corpo e di quanto questo, da un punto di vista morale, danneggi una persona. Difatti ben vengano le polemiche e le proteste, quando utili e ben strutturate.

Ma oggi, dentro la Camera di Valentina, sfogliare i libri di storia dell’arte servirà proprio per capire come ci sia un unico grande filo conduttore.

Le fotomodelle di oggi, oltre a essere in preda a un isterico e spasmodico photoshop che nulla ha a che fare con la bellezza e sensualità di un corpo, hanno una gamma di espressioni piuttosto monotematica: o l’estrema serietà, o il vago cenno di umorismo (faccio finta di prendermi poco sul serio) oppure l’esuberanza sessuale, dovessero anche solo mettersi in posa per la vendita di minestroni della nonna.

Quando vi trovate di fronte alla terza categoria, noterete certo che il messaggio che passa (“cercherò di fartelo piacere tramite il mio modo ammiccante”) è praticamente equivalente tra la pubblicità di CompraloTiServe e una Giuditta di Gustave Klimt, del 1901.

Unire il sesso alla vendita è una strategia subdola, ma funzionante. Questo meccanismo non funziona solo ai fini commerciali, ma anche al solo scopo pubblicitario di una figura o di un personaggio famoso. Ed ecco che arriviamo a:

Sexier Things: quando la sessualizzazione tocca i più giovani. Valentina è consapevole della vecchiaia, ormai raggiunta di questa polemica, come ogni cosa che scorre velocemente. Eppure si colloca così bene in questo contesto che è impossibile non parlarne.

Conoscerete tutti “Stranger Things”, così come sarete tutti a conoscenza del putiferio creato per alcune foto promozionali dei protagonisti, ritenute un po’ troppo “adulte” per la loro età.

Millie Bobby Brown "sessualizzata" e la Ragazza col Turbante di Veermer, anche lei sessualizzata

Millie Bobby Brown “sessualizzata” e la Ragazza col Turbante di Veermer, anche lei “sessualizzata”

In particolar modo, ogni giorno sulla pagina facebook di Millie Bobby Brown, attrice che interpreta Eleven, ci sono commenti piuttosto ripetitivi su quanto le foto pubblicate stiano sessualizzando troppo la sua figura, lei che è così piccola e giovane e ancora distante dal mondo del sesso (a quasi quattordici anni? Sarà…).

Scorrendo le foto è evidente notare come, effettivamente, siano palesemente ammiccanti. La contraddizione che prima balza alla mente è come mai abbiano successo foto del genere per un’attrice che interpreta un ruolo tanto memore di infantilità e ingenuità;

Ma il mercato è un’altra cosa, no?

Con l’aggressività e la pubblica volgarità che, tramite i social, si palesano in men che non si dica, tutto assume un’accezione molto inquietante. Piuttosto di creare focolai di rabbia e indignazione, però, basterebbe realizzare che, in effetti, è proprio una strategia di mercato.

L’immagine dell’attrice, all’infuori della serie, va promossa e ci sono delle pose standard (semantica docet) che sono commerciali e “vendibili”. Lo sa, Valentina, che questo non è una giustificazione al fatto che si tratta comunque di una “bambina”.

Ma qui casca l’indignazione da tastiera: tutto il “mercato del sesso” è da rivoluzionare. Quando una donna viene pubblicizzata come oggetto sessuale – almeno che lei stessa non palesi esplicitamente il desiderio di esserlo – è un problema, su questo non ci sono dubbi.

Difatti, ciò che andrebbe cambiato è una mentalità della quale tutti siamo responsabili, dal primo all’ultimo leone da tastiera.

Millie Bobby Brown è solo una ragazzina. Ma è anche un personaggio pubblico, dello spettacolo. Crescerà in questo ambiente e la sua vita non sarà mai più, dopo Stranger Things, come quella di un’adolescente qualunque. Il problema, però, non è lei: è il cosiddetto “star system” che si crogiola su queste dinamiche.

Non scandalizzatevi se quindi la Brown prosegue la tradizione simbolica nelle sue foto patinate da rivista di moda: riflettete, rilassatevi, ragionate; date la giusta dimensione al contesto. Altrimenti a furia di arrovellarvi rischiate di finire nel Sottosopra.

Gea Di Bella

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