TRICOFILIA un racconto di Fabrizio Borgio

Donna con gonna corta, tricofilia?

Andiamo alla ricerca di cosa c’è sotto, fosse anche Tricofilia non importa

Un bellissimo racconto di Fabrizio Borgio*, perfettamente in linea con la filosofia di Sesso Tra Sfigati.  Racconta la nascita di un’attrazione verso una donna non propriamente depilata… Bisogna dire che, in questo caso, più che di feticismo o parafilia, si tratta di estrema naturalezza. Buona lettura:

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Una giornata di sole gliela rivelò. Una mattina in ufficio, la luce improvvisa, quasi inaspettata di fine marzo che si allargò dalla finestra e illuminò scrivanie, raccoglitori, impiegati e impiegate. E lei.

Alessio d’improvviso si ritrovò a osservarla con la meraviglia e l’interesse di qualcuno che riscopriva un panorama che aveva sempre avuto sotto agli occhi. La discreta, silenziosa e sovente scostante collega della scrivania a fianco, la Doriana, una donna ancora giovane, non appariscente, non bella ma, specie ora, decisamente non brutta.

Una biondina slavata che si truccava troppo e vestiva senza ricercatezza, in maniera obsoleta, con golfini dai colori neutri, le gonne della nonna e spesse calze di nylon come non se ne vedevano in giro dagli anni ’80 eppure quel giorno, il sole gliela accese davanti con forza inaspettata. Alessio si piegò in basso e con la mano tastò il pavimento sotto di sé a cercare una biro che era rotolata giù e lo sguardo, in automatico, andò alle gambe.

Non era molto alta la Doriana ma le gambe erano ben disegnate, I polpacci torniti da contadina, le ginocchia rotonde. La luce faceva scintillare il nylon. Le dita di Alessio toccarono la biro e la spinsero più in là, verso il piedino della scrivania della collega; senza pensarci si alzò e chino si avvicinò a lei per recuperare la penna vagante. Fermo, un ginocchio sul pavimento si sforzava di dilatare I secondi per godere il più possibile della contemplazione che stava rubando alla produttività del giorno.

Doriana era concentrata sullo schermo del computer, impegnata a battere sulla tastiera con ticchettio irregolare. Suonò il telefono, lei si sporse per afferrare la cornetta e nel mentre accavallò le gambe e accavallandole, con quella mossa così rapida e repentina, scostò un lembo della gonna regalando ad Alessio uno scorcio inaspettato e generoso della coscia. Ipnotizzato l’uomo aguzzò lo sguardo, proteso in avanti come un cane da punta davanti alla preda e così li vide.

Peli.

Le gambe di Doriana erano tutte ricoperte da sottili peli velati dalle calze. Una peluria rada ma diffusa la zigrinava dalle cosce alle caviglie simili al tratto nervoso della matita di un disegnatore. Alessio deglutì pervaso dalla voglia inaspettata di far scorrere le proprie mani lungo quelle gambe, sentendo quei peli rizzarsi al proprio tocco esattamente come a lui qualcos’altro si stava sollevando stimolato dall’inedita, eccitante fantasia.

Infine si decise a recuperare la biro e rialzandosi, Doriana che aveva parlato al telefono per tutto quell’indefinito tempo che era intercorso dalla chiamata al recupero della penna, ruotò gli occhi scuri osservandolo di sbieco.

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Sono così sulle gambe, sulle braccia e la mia pelle è delicata e sensibile, tanto che non può sostenere nessun tipo di depilazione…

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Come fregarsene del gambaletto e vivere più felici

Calzettoni colorati

Nulla mi impedirà di trovarti attraente e di vivere assieme più felici, nessun tipo di calza…

Noi che del gambaletto ce ne freghiamo e comunque ti spogliamo… Questa potrebbe essere la dichiarazione di quelli a cui importa poco del cosiddetto “gambaletto antisesso” e che hanno trovato il modo di conviverci e di vivere più felici. 

Questo semplice indumento provocherebbe un calo enorme del desiderio, farebbe parte del triangolo della morte sessuale assieme a piede/caviglia e alle ballerine. Ovviamente Sesso Tra Sfigati disapprova tutto ciò. Alla fine di questo articolo ci saranno degli esercizi che possono aiutare a risolvere il problema e quindi a vivere più felici.

La “gambaletto fobia” colpisce con violenza soprattutto le donne. Ma anche gli uomini non ne sono immuni. Il terrore di farsi vedere in calzini magari corti è simile a quello di ruttare durante un pranzo di gala rovinando tutti i contatti sociali e le opportunità di lavoro. Così c’è la paura che la donna “si asciughi” di colpo. La mentalità giusta è un’altra. La potremmo sintetizzare nel principio:

Se mi piaci, mi piaci comunque, anche se indossi uno scafandro per le immersioni. Sotto c’è la tua pelle, ci sono le tue parti intime, e che cavolo! Una chiesa è bella anche se da un lato è coperta dalle impalcature per un restauro. Puoi entraci dentro comunque. I tesori d’arte all’interno ci sono tutti.

Qualsiasi cosa coprente può essere tolta. Nel caso del gambaletto la facilità nel toglierlo è estrema. Ciò è valido anche per ogni calzino. Continua a leggere

PHOTOSHOPP condannata a restituire un polpaccio!!!

polpaccio e polpacci

Chi ci restituirà il “polpaccio perduto”? Da oggi c’è una speranza

Un polpaccio una volta sottratto può essere restituito? Non stiamo parlando di traffico d’organi ma di una sentenza che Sesso Tra Sfigati non può che definire storica: Il Tar’s del Lazio, con ordinanza 54392R/bis*, ha ordinato a Photoshopp il reintegro di un polpaccio nella sua forma originale, nei confronti di Luana Romanelli, professione figurante nel mondo dello spettacolo.

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“Sembrava lo stecco di un gelato” (dalla deposizione di Luana Romanelli)

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LA PARTE lesa, ragazza piacente e dalle forme cosiddette “morbide”, era stata scelta per la campagna fotografica di una nota marca di intimo, che prevedeva cartellonistica e foto sulle principali riviste femminili.

Uscendo di casa, la suddetta Romanelli, si era vista in un cartellone 3 x 6. La sorpresa iniziale aveva fatto subito posto allo sgomento: nell’immagine suddetta Luana era stata deprivata del polpaccio sinistro, giudicato troppo grosso quindi sfinato in modo innaturale in post produzione.

“Sembrava lo stecco di un gelato” ha dichiarato la Romanelli “anzi, peggio: la gamba di legno di un pirata… Veniva giù dritto senza quella curva dolce che è il suo tratto caratteristico.”

Photoshopp è stata condannata a un risarcimento quantificato in 22.450 pixel, al pagamento delle spese di ripristino digitale del polpaccio originale in tutte le sedi grafiche e al pagamento delle spese processuali. 

“E’ una sentenza storica” è stato il commento di Sesso Tra Sfigati “Nessun polpaccio sarà più maltrattato”.

*Realizzato con la formula: Form Auto Keep Enter (FAKE)

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Le peggiori esperienze con strafighe

 

Problemi con strafighe: cosa avrà voluto dire ammiccando così? Soprattutto perché?

Raccogliamo un’esperienza negativa sui rapporti con Strafighe cioè con donne molto belle fisicamente, considerate di qualità superiore. Racconteremo in seguito anche la parte maschile, cioè i problemi gravissimi con gli strafighi. Secondo Sesso Tra Sfigati queste persone sono afflitte da narcisismo cronico, quindi non in grado di creare uno scambio gratificante col prossimo (come raccontato qui). 

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I ricordi peggiori con strafighe mi vengono pensando a una certa Letizia, che di letizia (come stato d’animo) me ne ha portata poca. Ogni tanto capitava nel giro di persone che frequento d’estate. Un metro e 70 di patata, maggiorata naturale, occhi verdi, pelle fantastica, roba da Playboy quando la rivista era al top e metteva queste super patate nel paginone centrale.

Sorpresa, è anche simpatica, non se la tira, si interessa a me. Ogni volta che ricapita dalle mie parti si ricorda di quello che le ho detto, mi fa domande, vuol dire che mi ha ascoltato ed è sempre molto empatica, eccetera. Rimaniamo qualche volta a parlare da soli per un 10 minuti. Logico che l’ormone mi schizzi a mille, che la desideri.

Così una volta mi confida che si è appena lasciata. Accenna con tristezza al fatto che è sola, che il tipo l’aveva tradita, che con lui si annoiava pure, che non ricorda un momento felice. La ascolto a bocca aperta e mutande riscaldate. Soprattutto quando mi dice: “Tu sei un grande, tu sai capire, tu sai ascoltare” e mi butta lì “Usciamo qualche volta, ci divertiamo e dimentichiamo le cose brutte della vita”. Continua a leggere