Come fregarsene del gambaletto e vivere più felici

Calzettoni colorati

Nulla mi impedirà di trovarti attraente e di vivere assieme più felici, nessun tipo di calza…

Noi che del gambaletto ce ne freghiamo e comunque ti spogliamo… Questa potrebbe essere la dichiarazione di quelli a cui importa poco del cosiddetto “gambaletto antisesso” e che hanno trovato il modo di conviverci e di vivere più felici. 

Questo semplice indumento provocherebbe un calo enorme del desiderio, farebbe parte del triangolo della morte sessuale assieme a piede/caviglia e alle ballerine. Ovviamente Sesso Tra Sfigati disapprova tutto ciò. Alla fine di questo articolo ci saranno degli esercizi che possono aiutare a risolvere il problema e quindi a vivere più felici.

La “gambaletto fobia” colpisce con violenza soprattutto le donne. Ma anche gli uomini non ne sono immuni. Il terrore di farsi vedere in calzini magari corti è simile a quello di ruttare durante un pranzo di gala rovinando tutti i contatti sociali e le opportunità di lavoro. Così c’è la paura che la donna “si asciughi” di colpo. La mentalità giusta è un’altra. La potremmo sintetizzare nel principio:

Se mi piaci, mi piaci comunque, anche se indossi uno scafandro per le immersioni. Sotto c’è la tua pelle, ci sono le tue parti intime, e che cavolo! Una chiesa è bella anche se da un lato è coperta dalle impalcature per un restauro. Puoi entraci dentro comunque. I tesori d’arte all’interno ci sono tutti.

Qualsiasi cosa coprente può essere tolta. Nel caso del gambaletto la facilità nel toglierlo è estrema. Ciò è valido anche per ogni calzino.

Come mai un indumento sostanzialmente innocuo e soprattutto toglibile è diventato simbolo di abbassamento della sessualità o addirittura di rifiuto? Non si sa. Probabilmente la colpa e del mainstream erotico ossessionato dalla perfezione di: piede, caviglia, polpaccio.

Il gambaletto o calzino andrebbe a rovinare l’armonia estetica dell’insieme. Inoltre può essere visto come il tentativo di nascondere una brutta caviglia, un brutto piede. Il messaggio di fondo in questo caso sarebbe: “Sono inattraente, non mi piaccio”. 

Possiamo mostrarci anche così, perché no?

Questo è comunque sbagliato. L’indumento in questione andrebbe messo per comodità, perché ci piace indossarlo.

In una storia di sesso di quelle hot, sporche, in cui si fa di tutto il gambaletto è un ostacolo debole, come un castello di sabbia contro una mareggiata.

Certo, ammettiamolo, non è proprio il massimo dell’eleganza o dell’estetica, però ha un grande vantaggio: incoraggia a toglierlo. L’indumento perfetto ha il problema opposto: la resistenza a farselo strappare via.

Non sottovalutiamo però un problema di fondo: mostrarsi in gambaletto (o anche in calzino) può essere un segnale di scarso interesse sessuale, segno di una storia che si sta raffreddando o che è arrivata al capolinea. Equivale a mettersi un cartellino con la scritta “non si tromba”. In questo caso il problema però non è l’indumento, ma ciò che sta dietro, ai problemi di coppia che andrebbero risolti comunque in altro modo.

Così siamo sempre di più quelli che… del gambaletto ce ne freghiamo e comunque ti spogliamo e comunque ti tocchiamo. Per vivere più felici…

STS

ESERCIZI:

1. Scegli una persona che ti attira, immaginala nuda con gambaletto o calzino.

2. Masturbati pensando a lei. Immagina tutti i giochi possibili finché il gambaletto non diventa un’entità inesistente.

3. Fai sesso con qualcuno. Includi nei preliminari togliere al partner o alla partner i gambaletti o i calzini.

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