La Camera di Valentina: Maneskin l’ambiguità che vende

Oggi i Maneskin, domani chissà…

I Maneskin gruppo di culto uscito da X Factor

I Maneskin (da http://www.repubblica.it/)

Secondo articolo di La Camera Di Valentina, rubrica su arte, sessualità e iconografia a cura di Gea Di Bella (leggi il precedente Semiotica della bocca aperta) Qui vendono analizzati i Maneskin, fenomeno uscito dall’ultimo X-Factor.

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Che la musica fosse intrisa di carnalità e sentimento non lo scopriamo oggi; che il rock rispecchi al meglio questa essenza binomiale, neanche; che oggi sia la musica, sia la carnalità, sia il sentimento, sia il rock siano un po’ in crisi di nuove idee, be’, lo sappiamo talmente bene che ormai ci abbiamo fatto quasi l’abitudine…

Ma non è mai tardi per farsi un’idea di quello che ci circonda, per contestualizzare, cercare di analizzare, carpire le contraddizioni e le delizie di questi nostri giorni e magari, chi lo sa, cambiarli.

La vostra Valentina è qui per questo – se non ci aiutiamo tra di noi…-. Incuriosita dalla radio, è andata a cercare notizie riguardi certi “Maneskin”, scoprendo che è la nuova band rivelazione di X Factor; che fa rock – contaminato da altri generi per non definirne alcuno – e che causa un’esplosione ormonale su soggetti che variano dai 16 ai 50 anni.

Secondo voi la vostra Valentina poteva farsi sfuggire quest’ultimo dettaglio? Non c’è niente che intrighi di più di nuova musica che sia tanto attraente da fare svenire chiunque l’ascolti.

“Nuova”, poi, è in realtà un aggettivo che lasciamo a chi se ne intende, magari. Una diatriba su i Maneskin dal punto di vista tecnico, musicale e originale non vogliamo causarla, non oggi.

Questi giovanissimi ragazzi stanno vivendo il loro sogno sotto le luci della ribalta e l’unico augurio che è il caso di fare è quello di continuare a crescere e a divertirsi; come possiamo sapere, d’altronde, che tra qualche anno, superate le bufere del pubblico, non si rivelino proprio la band geniale del nostro secolo?

Quanti altri gruppi sono passati sotto il fango dell’opinione pubblica per poi sorgere splendenti sopra le teste di tutti?

Purtroppo però Valentina stasera qualcuno lo farà arrabbiare comunque; dovrà comunque fendere una lama di delusione verso tutti i fan e tutte le fan che necessitano un cambio di mutande quando sono intenti a mirare l’aurea erotica di questi ragazzi.

David Bowie, occhiali, sigaretta, capelli arancioni

David Bowie (da Rolling Stones) un simbolo anche “visivo” ma non solo questo

Perché non solo parliamo di una manovra strategica di vendita di immagine assolutamente banale – la rock star tutta sesso e voce graffiante che non sai da che lato ti piglia è una scuola fondata anni e anni fa, da maestri tuttora insuperati -, ma anche di un erotismo scarno, patinato e finto che bisogna essere altrettanto barbie per poterci cascare.

I membri della band

Sono giovani, bellissimi, sfrontati. Il loro look è impossibile da ignorare, il magnetismo di animali da palcoscenico non solo funziona singolarmente, ma anche in gruppo. Se li vedi da uno schermo non puoi staccare gli occhi, se li vedi live hai voglia di salire sul palco e assaltarli. Tutto quello che volete.

  • Damiano, frontman vocalist del gruppo.
  • Victoria, bassista.
  • Thomas, chitarrista.
  • Ethan, batterista.

Poi i senti parla’ e te vie’ ncolpo ppe’ quanto so coatti…

Il pubblico per loro impazzisce, ogni volta. Il loro tour, iniziato con la fretta dell’onda di fama di X- Factor (lo saprete già, ma sono arrivati secondi), sia mai che il piatto del successo sbollenti, ha fatto sold-out, in tutte le date, in tempo record.

So’ forti, i regazzini (appena maggiorenni).

Da quando hanno varcato il palco del talent show, fino al successo subito dopo, sono sulla bocca di tutti per l’ambiguità sfrontata che interpretano quando sono all’opera.

Inevitabile, in Italia, finire tanto sotto i riflettori quando sei una bassista in reggiseno che molleggia col suo basso o un cantante che fa la lap dance (sì, esatto: la lap dance, Damiano, sì). Chiunque potrebbe dire che è prettamente e puramente scena, ma qui non basta: bisogna sviscerare la cosa.
E quando le viscere sono ben poche? Non essendoci granché corporalità, non c’è problema.

I Maneskin sono il nuovo sogno per i nostalgici del rock, sono il rock per tutti i giovani che non l’hanno mai conosciuto. E in quanto tale, devono atteggiarsi a modo.

La storica sessualità del rock

Il punto è che negli anni 60, 70 e 80 il rock aveva un contesto nel quale, essere una figura dalla sessualità ambigua, aveva un senso. Il senso della ribellione, anzitutto; dopodiché della libertà di espressione dai dogmi e dalle imposizioni.

Maestri come Mercury o Bowie non erano soltanto scena, anzi: l’hanno dovuta costruire lungo la ribalta. Perché avevano qualcosa da dire o se non avevano che dire, sapevano comunque dissimulare bene, prima di vendere la faccia come unica risorsa.

Eppure sappiamo quanto la loro sessualità abbia giocato intorno al loro personaggio. Ma se togliete a Bowie il suo orientamento sessuale, la sua sfacciataggine provocatoria, il suo eros, cosa vi resta? L’universo che ha creato.

Qui è la differenza. Complimenti per l’abilità aerea sul palo, magari ad avercela tutti; ma questa sessualità è da telenovela. Questo torso nudo, questo ancheggiare, questo languire; questo trucco tanto femminile quanto eccessivo, non ha nulla di sensuale, non davvero.

Jim Morrison, accovacciato durante un concerto

Jim Morrison (da Rolling Stones) anche lui provocava esplosioni ormonali

Jim Morrison sembrava avere un armadio solo di pantaloni di pelle, eppure sapeva usarli. Ed erano altre ragazzine, altre generazioni quelle che morivano sotto al palco, quando si distendeva a terra per toccarsi. Anche quel toccarsi era una provocazione che oggi forse non sapremmo reggere (i Maneskin sono stati da Fazio, ma ve li immaginate lì, su Rai1?).

La costr(i)uzione del Sesso

Come il dilemma della gallina e dell’uovo, non si sa se ciò che è più accattivante per noi sia nei Maneskin la loro scandalosa sensualità o il piacere che ne ricaviamo dall’esserne parecchio sconvolti, forse addirittura infastiditi.

Questi giovani ragazzi romani dal gusto danese sono calcolati a puntino. Anche i loro live sono tutti uguali (palo da lap dance a parte): c’è un preciso momento nel quale, al primissimo ritornello, quando Damiano canta “follow me, follow me, follow me, now” Victoria si avvicina verso di lui, sempre. Cercate i video su youtube: il copione è sempre quello.

Per carità, la scena è giustamente costruita, succede per tutti. Non esiste davvero spontaneità in televisione, né su internet; a maggior ragione un’immagine: loro hanno scelto il rock e quindi devono fare le rockstar. Il problema sussiste quando tutto il resto è costruito, anche ciò che non avrebbe bisogno di costruzione, ma di sostanza.

E il sesso, signori miei, di questi tempi ha proprio bisogno di tutt’altro: meno patina, più sporcizia. Ma sporcizia vera.

Ai Maneskin auguriamo, in questa onda di successo che forse crescerà, di scopare fortissimo davvero come fanno credere sul palco. Tra di loro, con altri, da soli, come gli pare.

Dovrebbero divertirsi di cuore, almeno.

Gea Di Bella

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2 commenti

  • Il Mancio

    Quindi, sintetizzando…. Quattro ragazzini di neanche 18 anni sono giudicati incapaci, un bluff totale, perché – al loro primo tour – trasmettono un’immagine ambigua e “sessuale”, senza avere il bagaglio artistico di figure come David Bowie, Jim Morrison e Freddy Mercury.
    Verrebbe da chiosare con un “Grazie ar…. kansas”.
    Credo che nessuno abbia mai neanche lontanamente pensato che fossero paragonabili.
    Mah!

    Per sua informazione (seguo rock e musica da più di 40 anni) ci sono concerti di Paul McCartney, Bruce Springsteen o Billy Joel, su YouTube, assolutamente identici ed indistinguibili gli uni dagli altri, quando facenti parte dello stesso tour. E’ cosa normalissima.
    Ho visto tour dei Genesis e di McCartney, in passato, guardando diverse date dello stesso tour, ed assistendo allo stesso identico spettacolo. Stesse gag, stessi dialoghi, stesse interazioni. E’ cosa normalissima.

    Proviamo a tradurre il tutto, con un sunto estremo? Sto rosicando perché quattro ragazzini di neanche 18 anni, anche piuttosto bellocci, stanno ottenendo un sold-out su tutte le date del loro tour d’esordio.

    Cordialmente.

    • Sesso Tra Sfigati

      Ciao,
      una precisazione: nell’articolo non si parla di “bluff totale” e il ridurre tutto a un “rosicamento” è un po’ una semplificazione. Per il resto è apprezzabile citare da parte tua un background che è glorioso e (sicuramente) inarrivabile. I millenials hanno un grande vantaggio: possono andare alla scoperta dei capolavori del passato che, invece, alcuni di noi hanno vissuto in prima persona. Per loro è scoperta per altri è nostalgia.
      Questo blog prende di mira il mainstream estetico e propone un’idea alternativa di sessualità (vedi anche il profilo Instagram o gli articoli su Kate Moss e Gabriel Garko). Nel precedente articolo de La Camera di Valentina ha trattato l’iper sessualizzazione di una teenager come Millie Bobby Brown, quindi siamo in tema. Poi sui Maneskin è possibile che a decidere sarà il repertorio: se sapranno rinnovarsi, se “scenderanno dal palo della lap dance”, se sapranno circondarsi di autori, arrangiatori, produttori di alto livello allora tra 20 anni diremo quant’erano belle le loro canzoni. STS

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