Una di 40 anni non è una Milf (di Marco G.)

Una di 40 anni che fisicamente non c'entra nulla col concetto di Milf

Una di 40 anni che fisicamente non c’entra nulla col concetto di Milf

Chi è Marco G? E’ un giovane con un fisico un po’ così, che fa collezione di storie con ragazze o donne ritenute poco attraenti. Ovvio, a lui piacciono perché hanno magari un bel sedere, belle mani, qualche altro particolare. Marco G. è quindi uno che mette in pratica le idee di Sesso Tra Sfigati.

Marco G non è uno che va con chiunque basta respiri. E’ uno che ha capito quale sia il suo potenziale e quello di chi gli sta attorno.

Ci racconterà (in più puntate) delle sue avventure con una di 40 anni, che non assomiglia minimamente all’aspetto che si attribuisce alle cosiddette Milf. Buona scoperta!


C’è una quarantenne che mi fa sentire strano.  Lei non è una Milf, categoria che mi mette una gran tristezza. Io non  sono un toy boy, altra categoria che sfugge alla mia mente. Forse perché fisicamente non ci azzecco proprio, non ho il fisico glabro, con gli addominali a tartaruga ma non troppo, il capello scanzonato e la faccia da giovane coglione, ma vispa.

Il toy boy sono convinto l’abbiano inventato degli sceneggiatori di Hollywood in un momento che si erano fatti di qualcosa di allucinogeno. Hanno detto: “Wow, questa roba è potente, si venderà come il pane!!!” Così adesso abbiamo il toy boy. Sticazzi! 

Sono solo luoghi comuni: lei annoiata che vuole solo fare sesso e pretende la carnazza giovane, a un lui che si eccita a vedere il donnone leggermente sgualcito. Lei in vestaglia, tettone rifatte, vagina rigorosamente un po’ slabbrata, lui a torso nudo con un cazzo di 22 centimetri già pronto sotto i boxer e il glande gonfio che sa di frutto acerbo, come se fosse normale che la gente si incontri in così nella vita di tutti giorni.

Paola è diversa, io sono diverso, anzi: eravamo. Per raccontare la nostra assurda storia di sesso vorrei partire dalla fine, o meglio dall’incidente finale: 

Le cose andavano come speravo andassero. Nella nostra storia di sesso, lei col doppio dei miei anni, l’iniziativa era sempre stata mia: io proponevo la fantasia da realizzare, lei di solito accettava mettendoci qualcosa di suo.

Alla mia ultima “richiesta” mi aveva dato appuntamento in centro alle 17. Era un buon segno da un lato, era stranissimo dall’altro. Mi ero chiesto cosa avesse in mente. Di sicuro una sorpresa, tipo un appartamento o un alberghetto a ore preso per sollazzarci e fare ogni cosa con calma.

__________

Vado verso di lei con un passo sicuro, quasi una danza…

__________

Il sesso orale con ingoio andava bene in macchina, era la morte sua. Il sesso anale aveva bisogno di un letto comodo, di luci adatte a vedere bene, di un bagno vicino e di accessori a portata di mano.

Avevo con me una confezioni di gel lubrificante nella tasca anteriore dei jeans. La sua pressione sull’inguine non mi dispiaceva affatto. Paola mi avrebbe portato lì tenendomi per mano, fino alla camera (di appartamento o d’albergo) nella quale avremmo dischiuso la nostra libidine, la mia attiva, la sua passiva.

La vedo che aspetta in un angolo di strada. Sorrido. Lei ha l’aria preoccupata, ma non mi stupisce. È una 40enne fisicamente anonima che, quando è preoccupata, diventa ancora più anonima e, più o meno, c’è sempre qualcosa che la preoccupa.

Fa niente, so come riesca a farmi impazzire. Mi nota e non sorride. Vado verso di lei con un passo sicuro, quasi una danza, come John Travolta nella scena iniziale de La Febbre del Sabato Sera.

“Ascoltami bene!” Dice quando ancora mi sto avvicinando. Non ho tempo di dire nulla, mi investe dicendo che la storia è andata avanti fin troppo. Rapporti anali no, assolutamente. In generale è stato un errore tirarla avanti così a lungo. Ci sono stati dei momenti belli, molto belli. Però c’è la differenza di età, ci sono le mie richieste che sono diventate eccessive.

Lei non è un pezzo di carne o una bambola da usare per le mie perversioni. La guardo e mi sembra consapevole. Il sesso l’ha lusingata, l’ha ribaltata, l’ha fatta godere e anche molto. Però adesso ha vinto la sua parte adulta. Certi giochi da cortile li puoi anche fare, ma poi il quarto d’ora d’intervallo finisce, i bimbi tornano in aula, i grandi al lavoro. La sua vita avrà qualche bel ricordo in più e un futuro senza di me. È meglio che la finiamo qui, mi dice.

La mia reazione è semplice: cerco di baciarla, come un maschio chiunque che non accetta un rifiuto. Vado di lingua diritto all’obiettivo, sicuro che limonare le farà cambiare idea sul due di picche anale.

__________

l’unica cosa che riesco a focalizzare è il suo sedere…

__________

In effetti in quel momento non sono più Marco ma Testosterone Rovente. Lei si scansa veloce e mi piazza uno sberlone, sia materno che violento. Accuso il colpo, mi ha preso vicino all’orecchio e sento un fischio che mi arriva al cervello.

È la sberla che i miei non sono mai stati capaci di darmi.

“Scusami”, mi dice senza alcun dispiacere, come la maestra che ha inflitto la punizione allo scolaretto dispettoso che tutti e due sanno essere giusta. Intanto Paola, senza fare o dire altro, si gira e se ne va. La vedo allontanarsi, l’unica cosa che riesco a focalizzare è il suo sedere, tornato anonimo, che ormai è diventato irraggiungibile a qualsiasi offerta di penetrazione.

Dopo due giorni mi arriva un SMS:

“Ti voglio bene, magari un giorno ci mangiamo una pizza, ma solo come amici. Offro io. Fai a modo…” (continua)

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Segui la pagina Facebook di Sesso Tra Sfigati.

Il profilo Instagram SessoTraSfigati Vs Estetica propone un modello di bellezza alternativo.

Leggi come contribuire a Sesso Tra Sfigati.

Commenta questo articolo, condividi tramite i bottoni social, leggi gli articoli correlati:  

Lasca un commento