La Camera Di Valentina e la pornografia nell’arte: Dall’antichità a Instagram

greci-romani Pornografia

greci-romani (… la pornografia e la morte erano incredibilmente simili….)

Un altro interessante, caldo, intrigante, ma soprattutto coltissimo post di La Camera di Valentina (qui tutti gli articoli) a cura di Gea Di Bella. In questo caso, come dice il titolo, si parla di pornografia partendo da lontano… Buona lettura!

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Pòrne e l’origine della rappresentazione.

“Pòrne” (prostituta) e “graphé” (disegno). Rappresentare, scrivere, narrare le prostitute è pornografia.
La vostra Valentina è andata a studiare un po’ di greco per un dubbio scaturito dopo un normale pomeriggio passato su Instagram: Com’è che tanti pornografi si definiscono “artisti dell’eros”? 
Cercando di dare una risposta a questo quesito e dato che, come ogni arte, anche quella erotica ha origini lontane, nel tempo, V. ha dovuto viaggiare sino all’antichità.
Allacciate le cinture, si parte

I Greci e i Romani: il sesso per allontanare la morte e unirsi agli dèi

Per gli antichi greci la pornografia e la morte erano incredibilmente simili. “La morte è vuota e oscura come la donna”; ogni grotta conduceva all’Ade, anche quelle umane, senza via di fuga,. Il sesso faceva paura, per quanto soddisfacente e abituale fosse. Così, per esorcizzare la morte e il timore dell’incognito, decorarono molta dell’arte vascolare a noi arrivata con scene erotiche molto, molto spinte.

Non c’erano filtri nella pornografia greca e così ogni fantasia – od ogni incubo – era cristallizzato nelle pitture e nelle incisioni di vasi, anfore e coppe.

I romani hanno ereditato la stessa concezione, azzardando un poco più di audacia nell’ingordigia del piacere: per loro rappresentare il sesso era come segnare un contratto con un’unione divina: così come gli dèi erano atti a riti orgiastici, così erano loro: una pornografia senza scrupoli, su affreschi e mosaici, che sfidava la morte tramite la gioia erotica.

Medioevo e Rinascimento: monito morale e libertà

Può apparire inconsueto accomunare due epoche che da sempre sono paragonate come opposte, per una serie di motivi culturali e sociali. Eppure la pornografia, a distanza di secoli, le accomuna.
Il Medioevo viveva una religione non ancora condita di ipocrisia e il sesso era molto meno pudico di quanto pensassimo.

Libro del Decamerone Francia (pornografia con morale?)

Libro del Decamerone Francia (pornografia con morale?)

il Rinascimento, nel pieno di scoperte scientifiche e filosofiche, immortalava scene erotiche in composizioni studiate per omaggiare Dio – figura forse messa in discussione, ma mai abbandonata -. In due epoche ben distinte e distanti la pornografia agiva, nella sua crudezza, come monito morale: è più facile trovare la retta via osservando il demonio, che non seguendo il buon esempio.

Quando la pornografia diventa oscenità?

Succede all’incirca dopo la rivoluzione francese. Dobbiamo quindi aspettare la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento per trovare acquerelli, incisioni e litografie che siano meramente volgari, satiriche, caricaturali e assolutamente oscene per concepire la pornografia come volgarità. Continua a leggere

La Camera di Valentina: semiotica della bocca aperta

Millie Bobby Brown stella 13enne di Stranger Things

Millie Bobby Brown stella 13enne della serie Netflix “Stranger Things”, qui in una delle pose eccessivamente sensuali che hanno creato scalpore

La blogger e scrittrice Gea Di Bella inizia la sua collaborazione con Sesso Tra Sfigati portando qui la sua rubrica  La Camera di Valentina che tratterà di arte ed erotismo. Per iniziare ci parla del  significato sessuale della bocca semiaperta, nella storia dell’arte e fino ai nostri giorni con lo scandalo delle foto hot di Millie Bobby Brown, la 13enne protagonista della serie Netflix “Strage Things”.

Semiotica: “è la disciplina che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso” 

[…]‹‹Bagnati le labbra, Griet››
Mi bagnai le labbra.
‹‹Tieni la bocca un po’ aperta››.
Rimasi talmente stupita da questo ordine che ,la bocca mi si aprì senza che lo volessi. Mi
rimangiai le lacrime. Le donne virtuose non si fanno vedere con la bocca aperta, nei
quadri.
Fu come se lui fosse stato nel vicolo insieme a Pieter e a me.
Mi avete rovinato, pensai. Mi bagnai di nuovo le labbra.
‹‹Bene così››, disse.[…]
La Ragazza Con L’Orecchino di Perla, Tracy Chevalier (romanzo)

La Bocca Aperta: sfrontatezza e sensualità.

Il rimando al simbolo semiotico della bocca aperta nel romanzo La Ragazza Con L’Orecchino di Perla, avente come protagonista la ragazza ritratta da Jan Vermeer, ha fondamenta storiche esatte: la bocca socchiusa apparteneva a donne di facili costumi o alle prostitute.

Esiste una vastissima simbologia dell’eros che, nell’antichità come oggi, ha l’utilizzo di vendere un’immagine sessuale, in quanto approccio accattivante.

Lo stesso Vermeer fece scandalo per la figura de “la ragazza con turbante” (che diviene conturbante, allo stesso tempo): il chiarore e la purezza, dettati dalla luce della pelle e degli occhi, la sfrontatezza e la sicurezza dello sguardo e della bocca aperta, quel tocco di lusso della perla in netta contrapposizione con i vestiti da domestica, ancora oggi lascia dubbi riguardo chi rappresentasse questa ragazza e che ruolo avesse nella vita del pittore.

Il sesso è sempre stato rappresentato tramite simboli, più che attraverso un’immagine esplicita e  provocatoria. Sicuramente in tutta l’era dell’arte moderna, se andassimo a guardare con i raggi X, tra allegorie e simbologie esisterebbe un’intera enciclopedia del sesso.

La cosa stupefacente, però, è che chiunque – pur non avendo studiato nulla di storia dell’arte – potrebbe intuire la sensualità (e sessualità) della bocca aperta guardando un quadro seicentesco o ancora più tardo, indietro nel tempo.

Perché? Perché in realtà la valenza semiotica della bocca socchiusa, aperta o spalancata non è cambiata di  una virgola, dalla notte dei tempi.

La modella di "Intimissimi" Irina Shayk e "Giuditta" dipinta da Gustav Klimt

La modella di “Intimissimi” Irina Shayk e “Giuditta” dipinta da Gustav Klimt

La Vendita dell’Indugio: il corpo come strategia di marketing

Ci siamo dentro da sempre, scusate la rivelazione. Non è con la pubblicità di oggi che il corpo della donna viene strumentalizzato per secondi fini. Continua a leggere